Bassiano
L’antica via dei pellegrini
Bassiano non è raggiunta dalle classiche vie di pellegrinaggio. Da Sezze sale una via antica, che diventa mulattiera e passa per la valle interna dell'Antiniana. Ad un bivio e sinistra si va verso Sermoneta proseguendo diritti e poi su un sentiero si sale e superata una sella si scende al paese. Fu usato soprattutto da paesani e da pastori ed era poco frequentato dagli antichi pellegrini, se non dai devoti che volevano pregare nel Santuario del Crocifisso o in quello della Ss. Trinità.
Bassiano
Bassiano è una perla nell’itinerario dei pellegrini. La deviazione merita, perché Bassiano è un bel paese rimasto inalterato da secoli, e la cui parte più antica risale al X secolo. Ha una forma elittica a spirale, racchiusa entro una bella cinta di mura del XIII sec. munite di torrioni, dovuti alla sua necessità di difesa da incursioni e dal brigantaggio. Ha inoltre luoghi di culto di grande valore spirituale.
Fu un feudo dei Caetani, signori anche di Sermoneta, che costruirono qui l’edificio più notevole: il Palazzo baronale.
La Via dei pellegrini di oggi
Si risale da Sezze sulla grande vallata dell’Antiniana come riferito sopra, in uno splendido ambiente di montagna. Superando la sella si passa nella vallata interna e, dopo una lunga discesa, si raggiunge Bassiano. Si riparte dalla cittadina su una larga e comoda carreggiata per raggiungere l’Eremo del Crocifisso. Risalendo il bosco retrostante si arriva ad una strada stretta che in dolce discesa porta a Sermoneta.
Luoghi di intensa spiritualità
L’Eremo del Crocifisso è uno dei luoghi di più intensa spiritualità di tutto il pellegrinaggio. Si ha notizia che in questa grotta nel bosco (2 km fuori del paese con antichi e bei affreschi) vissero nel XIII secolo fraticelli spirituali di stretta osservanza francescana. Vi si trova un famoso Crocifisso scolpito sul luogo nel 1673 da frà Vincenzo Pietrasanti.
Molto suggestiva nel paese è la chiesa di S. Nicola a croce latina con un olio di G. Siciolante.
I Personaggi
Vi nacque (1449) il famoso letterato e stampatore Aldo Manuzio, morto a Venezia nel 1515,
ed anche il musicista compositore Antonio Cifra (1584 – 1629), autore di composizioni polifoniche di stile palestriniano e di Mottetti e Madrigali.
Gli alloggi
Locanda “La Bella Lisa” (3 stelle) 0773 355606
Si mangia
Diverse trattorie con piatti tipici locali. A Bassiano si produce un prosciutto di qualità superiore, apprezzato in tutta la regione. Altri prodotti tipici sono i formaggi di pecora e capra e l’olio d’oliva.

Castelforte Suio
Le antiche vie dei pellegrini
La fortezza di Suio, nel territorio di Castelforte, per secoli fu a guardia del traghetto del fiume Garigliano, che avveniva alla “scafa” locale su una chiatta che una fune tirava da una sponda all'altra. Il pellegrino trovava rifugio nelle due località per proseguire poi verso Minturno.
Per secoli egli doveva evitare la Via Appia che attraversava il fiume alla foce in una zona paludosa e per due secoli presidiata da pirati musulmani.
Castelforte e Suio
Castelforte a 315 m.s.l.m. è un paese dalla storia molto antica anche si porta evidenti tracce di distruzioni dovute all'ultima guerra. Ha molti resti dell'epoca medievale con la porta, il muro di cinta, la Torre Civica e la chiesa di S.Giovanni Battista. Grande interesse turistico ha SuioTerme con uno sviluppato sistema termale ricco di acque sulfuree, carbonico ferruginose ed acidule adatte a bagni e fangature per trattamento della pelle, apparati cardiovascolari e forme reumatiche.
Suio è su una collina rocciosa di 150 m.s.l.m.sovrastante l' omonima scafa. Ha un castello medievale dove pare fossero stanziati anche i Cavalieri Templari e dov'è anche una chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo, protettore dei pellegrini sulla Via Micaelica.
La Via dei pellegrini oggi.
Si arriva da Sessa Aurunca. Passata la scafa e visitata la fortezza e la chiesa di S. Michele a Suio il pellegrino scende verso Minturno. E' una tappa facile che consente di gustare con calma l'ambiente circostante. Nella pianura si passa dalla chiesa di S. Maria in Pensulis, che ha anche vestigia di Cavalieri Templari. Su strade secondarie senza traffico fra aranceti e uliveti ci si avvia verso la località di Ausente per salire poi sulla collina di Tufo con una bella veduta panoramica. Rimanendo sempre in quota si arriva a Minturno.
Luoghi di intensa spiritualità
La chiesa di S. Michele Arcangelo a Suio, l'antichissima chiesa di S. Maria in Pensulis, che ha una croce si stile simbolico dei Cavalieri Templari sulla gradinata. L’ edificio è una sostruzione su arcate di una villa romana.
Gli alloggi
Ampia ricettività con varie fasce di prezzo a Suio Terme.
Si mangia
Castelforte è al centro di una zona agricola. Nelle sue trattorie si gustano i genuini prodotti locali.
Molto rinomato l'olio d'oliva ed i prodotti caseari.
Associazioni e guide sulla Via Francigena
Consultare il Comune di Castelforte. L’associazione “Gruppo dei Dodici” (www.romaefrancigena.eu) da molti anni conduce un pellegrinaggio a piedi partendo dal sud del Lazio fino a Roma dopo Pasqua. Si presta a condurre gruppi di pellegrini.

Castelgandolfo
Castelgandolfo
Le storie narrano che derivasse dalla città di Alba Longa, distrutta dai Romani nel VII sec. a.C. Il territorio è molto attraente e nella zona furono costruite bellissime ville già nel II e I sec. a.C. Nel 1600 ville rinascimentali furono edificate da nobili famiglie (Torlonia, Cibo, ecc.). Nel 1661 il Bernini costruì la chiesa parrocchiale di S. Tomaso da Villanova, sistemò la piazza centrale e la dotò di una fontana.
I personaggi.
E’ luogo di villeggiatura dei Papi e di nobili famiglie romane. Numerosi sono i personaggi famosi che l’hanno visitata. Un esempio: J.W. Goethe vi dimorò in villa Torlonia. Molti artisti famosi vi operarono come gli Zuccari, il Maderno, Pietro da Cortona, il Bernini, Thorvaldsen, ecc.
Gli alloggi
Castelgandolfo ha una grande frequenza di turisti. Vi sono numerosi alberghi e B&B . Per la scelta vedere su internet www.oltreroma.it oppure telefonare a APT Prov. Roma tel/fax 06 4213811.
Si mangia
Gli allevamenti dei dintorni offrono prodotti genuini come formaggi, salumi. porchetta, ecc. Dal lago si ottiene una varietà di pesci. Piatto tipico: frittura di lattarini (pesce molto piccolo) offerta da diverse trattorie
L’antica Via dei pellegrini
Da Cisterna e da Velletri i pellegrini medievali per lo più continuavano sulla Via Appia, su cui, costeggiando Castelgandolfo, potevano giungere a Roma. Tuttavia una parte si disperdeva in vie adiacenti all’Appia per le ragioni più varie: visitare centri religiosi, trovare ospitalità, cercare fonti di guadagno tramite lavori, ecc. Prendevano anche antiche mulattiere, usate nei secoli dai paesani per recarsi nei paesi vicini od anche a Roma, come quella usata oggi dai pellegrini che partono da Velletri ed attraversano Nemi per andare nella Città eterna.
Le vie dei pellegrini oggi.
Da Velletri si prende la Via di Ponte Veloce molto pittoresca che sale a ia dei Laghi e poi al bosco di Nemi e lo percorre. Attraversata questa cittadina, la via continua in quota attorno all’omonimo lago per poi risalire sulla “Via per Roma” (indicata sa una tabella) in un bel bosco ed arrivare al lago di Albano. Anche qui si cammina in alto in quota su un sentiero circumlacuale fino alla periferia di Castelgandolfo. Lungo il percorso si notano resti di una condotta d’acqua romana. Un itinerario suggestivo considerato uno dei più belli d’Italia per la veduta dall’alto sul lago ed altre bellezze ambientali.
Luoghi di intensa spiritualità
Molto suggestiva una preghiera nella chiesa di S. Tomaso. Interessanti, se si ottiene il permesso d’ingresso, la visita al Palazzo Apostolico, residenza del Santo Padre, alle ville pontificie e giardini papali ed alla “Specola” vaticana. Isolato, sull' alto sentiero circumlacuale, c' è l'antico convento del Palazzolo, proprietà del Venerabile Collegium inglese di Roma.
Associazioni e guide sulla Via Francigena
Consultare il Comune di Castelgandolfo. L’associazione “Gruppo dei Dodici” (www.romaefrancigena.eu) da molti anni conduce un pellegrinaggio a piedi partendo dal sud del Lazio fino a Roma dopo Pasqua. Si presta a condurre gruppi di pellegrini.

Cori
Cori vanta origini centinaia d'anni prima di Roma. Fiorì nei secoli, lo testimoniano splendidi resti di edifici romani, fra cui due templi e begli esempi di architettura medievale, come l’antica chiesa di S. Oliva e la rinascimentale cappella dell’ Annunziata. Mantenne la sua indipendenza per tutta la sua storia. La cittadina è composta da due parti: una è Cori Valle e l’altra Cori Monte.
Giulianello ha un ampio e fertile territorio, che ospitava molte ville in epoca romana. Nell’ Alto Medioevo con il fenomeno dell’incastellamento fu sviluppato come Castrum Julian. Restano un castello di pianta medievale e parte delle mura. Giulianello, quasi abbandonata nell’ 800 a causa della malaria, risorse il secolo scorso ed è oggi uno dei borghi più tipici dalla campagna romana.
Gli alloggi
Albergo “Del Colle” (due stelle) 06 9679127. Casa per ferie “Madonna del Soccorso”,
(alta sul monte sopra Cori) 06 9679705. Qualche B&B.
Si mangia
Molte buone trattorie con cucina locale. Cori ha una eccellente produzione vinicola con molti prodotti DOC. Molto pregiato anche l’olio d’oliva sia di Cori che di Giulianello.
Le vie antiche dei pellegrini
I pellegrini usavano la viabilità generale, qual'era la Via Appia Pedemontana, sopratutto quando la Via Appia era impedita per il fenomeno dell’impaludamento. Per la sua posizione Cori aveva il controllo della via. Giulianello era situata direttamente sulla Via Pedemontana.
Le vie attuali dei pellegrini
I pellegrini giungono generalmente a Cori da due vie: una è la medievale Via Pedemontana, oggi una bella strada di campagna che tocca anche Ninfa, che scorre un centinaio di metri sopra la pianura pontina e sbocca in Via Pezze di Ninfa per poi risalire nella cittadina. Una seconda via arriva da sud da Norma con un percorso panoramico in alto sul monte.
Da Cori il pellegrino parte verso Roma scendendo nella pianura in direzione Giulianello e Velletri. Si segue una bella stradina di campagna lungo il tracciato di una ferrovia dismessa. Dopo Giulianello si prendono sentieri in una dolce e pittoresca campagna con oliveti e pascoli fino ad arrivare a Velletri.
Luoghi di intensa spiritualità
A Cori la chiesa di Sant’Oliva (basilica medievale sovrapposta ad un tempio romano) e la Chiesa di S. Maria della Pietà, edificata su un tempio dedicato alla Dea Fortuna. Alto, sul monte sopra Cori, il Santuario di S. Maria del Soccorso.
Nella chiesa del ‘500 di Giulianello si trova il “Bambinello”, una statuetta di Gesù Bambino in legno d’olivo dell’Orto di Getsemani in Palestina, oggetto di venerazione popolare da secoli. E’ l’originale della copia che si trova nella Basilica dell’Aracoeli a Roma.
Associazioni e guide sulla Francigena
Rivolgersi alla Proloco. L’associazione “Gruppo dei Dodici” (www.romaefrancigena.eu) ripete ogni anno dopo Pasqua una camminata dal sud del Lazio fino a Roma e conduce gruppi di pellegrini a piedi.

Fondi
Fondi, antica città romana, è situata in una pianura delimitata dai monti Aurunci e Ausoni e dal mare con un arenile fine e dorato di 13 km. Al suo interno un lago. E’ un’interessante cittadina, il cui centro storico ha una struttura urbanistica rettangolare del periodo romano secondo lo schema del decumano-cardo, ma con resti di antichissime mura ciclopiche. Testimonianze medievali e rinascimentali sono il Palazzo del Principe o Caetani del XV secolo, il Castello con un maschio di 33 metri e le mura merlate con torri cilindriche del XIII-XV sec., il Duomo di S. Pietro sui resti di un tempio romano di Giove, le chiese di S. Maria Assunta e di S. Francesco con il chiostro in stile gotico e la Giudea (quartiere ebraico). Ai margini nord del Comune è recente il restauro dell’Abbazia di S. Magno del basso Medio Evo. Nel luogo esisteva già nel IV sec. una comunità monastica poi divenuta benedettina. La piana di Fondi dà un’abbondante produzione agricola con un mercato ortofrutticolo di importanza nazionale.
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Le vie dei pellegrini
Fondi è attraversata dalla Via Appia d’epoca romana, asse principale della città ed è parte della più importante arteria da Roma verso sud, perciò detta Regina Viarum. E’ stata in uso ininterrotto per 23 secoli per il traffico in generale e quindi anche per i pellegrinaggi.
Luoghi di intensa spiritualità
Molto suggestive le chiese sopra citate. Occorre però prestare una visita al chiostro quadrato ad archi ogivali dove insegnò di S. Tommaso d’Aquino. Si trova in fondo all’omonima via.
I personaggi
Celebri alcuni personaggi a Fondi, come quelli della famiglia dei Caetani, la celebre Giulia Gonzaga ed i cardinali radunati per il grande Scisma d’Occidente (1378). I viaggiatori che si recavano da Roma a Napoli: un esempio famoso nel 1700: il poeta J. W. Goethe.
Gli alloggi
Si consiglia l’uso dei numerosi B&B della cittadina come ad es. MBLO’ Largo Fortunato 9 0771.502385. Per altri indirizzi contattare l’APT 0773-480672
Si mangia
Le numerose trattorie offrono cibi locali saporiti e genuini.

Formia
Formia vide passare pellegrini per e da Roma sin dai primi secoli d.C. Seguivano l’antica Via Appia usata dai tempi della repubblica romana. Poi nel Medioevo, a causa di situazioni difficili come brigantaggio e incursioni dal mare, spesso fu preferita una via interna più alta che correva sul fianco delle colline prospicienti il mare. Partendo da Castelforte questa via passava per Minturno e villaggi come Tremensuoli e Castellonorato. Dopo Formia la via più seguita era di nuovo l’Appia romana che, attraversando Itri, proseguiva fino a Roma.
Formia
Una deliziosa cittadina sul mare con un clima temperato ed immersa in una vegetazione mediterranea che ne esalta il fascino. Ha una storia antichissima, si dice addirittura fondata dai Greci. Un tempo era un borgo unico con Gaeta. Fu poi divisa nel Medioevo in tempi difficili dopo distruzioni e saccheggi. Risorse con il nome di Castellone, che è ora il centro storico di Formia, e contiene monumenti preziosi come il sotterraneo Cisternone romano con colonne e la medievale chiesa di S. Erasmo (restaurata dall’imperatore Carlo V) con per le tombe dei martiri e dello stesso S. Erasmo in un ipogeo sotto l’omonima chiesa. Vicino c’è la Torre ottagonale completata nel 1350 e molte altre antichità come due chiesette con origini medievali. Fuori Formia la tomba detta di Cicerone e quella di sua figlia Tulliola.
Le vie dei pellegrini oggi.
Partendo dall’antica Minturnae il sentiero è quasi sempre sul lungomare a spiaggia. Dopo Scauri si va su un promontorio roccioso bellissimo, il Monte d’Oro, con insenature, grotte, sentieri a strapiombo sul mare e vari resti romani (di una villa, di una peschiera-porticciolo, ecc.) Poi un altro lungomare bellissimo fino a Formia. Da qui si prosegue fino a Fondi. Sono tappe non lunghe, in ambienti naturali bellissimi e con poco dislivello.
Luoghi di intensa spiritualità
L’antichissima chiesa di S. Erasmo di grande semplicità con la tomba del Santo nella cripta e tre chiesette minori a Castellone.
I personaggi di Formia
La storia è piena di documenti che testimoniano passaggi per Formia. Citiamo solo esempi come il poeta romano Orazio nel 37 a.C. con Mecenate, gli apostoli Pietro seguito da Paolo nel 62 d.C., il poeta Torquato Tasso nel 1588. J.W. Goethe la descrisse nei suoi viaggi del 1787 nel suo famoso libro “Viaggio in Italia”.
Gli alloggi
Formia è città a vocazione turistica. Numerosi alberghi a 4, 3 e 2 stelle, diversi B&B e centri di accoglienza presso enti religiosi o scolastici. (consulta APT 0773-695404/07)
Si mangia
Nei ristoranti e nelle trattorie si trovano soprattutto piatti a base di pesce. Eccellente la produzione locale di olio.

Gaeta
Le vie antiche dei pellegrini
Gaeta partecipò con Formia per secoli al traffico di pellegrini via terra, ma fu soprattutto molto frequentata e conosciuta come porto di arrivo e partenza di pellegrini sia della Francigena che di quelli in viaggio da e per la Terrasanta, anche in appoggio alle Crociate.
Gaeta
Antichissima città di origini mitiche, fu un rinomato luogo di soggiorno con ville di imperatori e ricchi romani. Vi si trovano ancora ben conservate le tombe di due consoli. Nel Medioevo (fin dal IX secolo) fu un ducato indipendente con un porto difeso da una rocca inespugnabile. Come repubblica marinara sviluppò un commercio a livello mediterraneo, guadagnando prestigio e ricchezza. In seguito perse questo ruolo diventando essenzialmente una piazzaforte.
Monumenti importanti sono la Chiesa dell’Annunziata, risalente al 1320 e rifatta nel ‘600, il Duomo di S. Erasmo, la cui costruzione iniziò alla fine del sec. XI con uno splendido campanile e varie chiese come S. Giovanni a Mare, S. Lucia, S. Domenico e S. Francesco. Notevole il Castello costituito da un Castello Aragonese e da uno Angioino. Importante è il Santuario della SS. Trinità o della Montagna Spaccata. Questo è un fenomeno naturale molto interessante: una spaccatura del monte Orlando che scende verso il mare. Davanti al Santuario si apre la Grotta del Turco, in cui da una scala scavata nella roccia si scende fin dove si frangono le onde. Oltre il monte si stende la bella
spiaggia di Serapo.
Le vie dei pellegrini oggi
La via è collegata a quella di Formia. Talvolta per proseguire verso Roma a piedi si usa una via più lunga che sale per più di 300 m alla valle Quercia e scorre alla base dei monti Dragone, Carbonaro e Cefalo per arrivare a Itri.
Luoghi di intensa spiritualità
Cappella del Crocifisso nella fenditura della Montagna Spaccata, la Grotta d’Oro nella Chiesa dell’Annunziata e il Duomo.
I personaggi di Gaeta
Gaeta appartiene alla storia d’Italia. Esempi di figure importantissime che vi soggiornarono, sono Nerone con vari possedimenti, Antonio Pio e di Domiziano con le loro ville. Nel Medioevo Federico II e l’antipapa Clemente VII, il re di Francia Carlo VIII e papa Pio IX nell’800.
Gli alloggi
Essendo una rinomata località balneare, vi è un’ ampia scelta di alberghi, pensioni e B&B (consultare APT 0773-695404/07).
Si mangia
Nei ristoranti e trattorie le specialità sono quelle di piatti di pesce, crostacei e molluschi, come zuppe di pesce. Specialità sono i polipetti, come ripieno della “tiella”, saporita pizza rustica assieme a verdure e alici.

Giulianello
Le vie antiche dei pellegrini
I pellegrini che tramite la Via Appia Pedemontana erano giunti a Cori per proseguire verso Velletri usavano la via attraverso Giulianello. Una via facile, molto piacevole, che attraversava zone agricole e prati dedicati al pascolo. Giulianello era situata direttamente sulla Via Pedemontana.
Giulianello
Giulianello ha un ampio e fertile territorio, che ospitava molte ville in epoca romana. Nell’ Alto Medioevo con il fenomeno dell’incastellamento fu sviluppato come Castrum Julian. Fu nel XIII secolo castellania della Chiesa. Nella piazza principale resta un castello di pianta medievale, il grande Palazzo Sbardella. Conserva ancora parte delle mura. Giulianello, quasi abbandonata nell’ 800 a causa della malaria, risorse il secolo scorso ed è oggi uno dei borghi più tipici dalla campagna romana.
Le vie attuali dei pellegrini
Da Cori il pellegrino diretto a Roma scende nella pianura in direzione Giulianello e Velletri. Si raggiunge la vecchia Stazione ferroviaria e da lì si segue il tracciato di una ferrovia dismessa su una bella stradina di campagna. Dopo Giulianello si prendono sentieri in una dolce e pittoresca campagna con oliveti e pascoli fino ad arrivare a Velletri.
Lungo il percorso si passa sulla riva del romantico lago di Giulianello, uno dei più spettacoli naturali della regione
Luoghi di intensa spiritualità
Nella chiesa del ‘500 di Giulianello si trova il “Bambinello”, una statuetta di Gesù Bambino in legno d’olivo dell’Orto di Getsemani in Palestina, oggetto di venerazione popolare da secoli. E’ l’originale della copia che si trova nella Basilica dell’Aracoeli a Roma.
Gli alloggi
Non vi sono alberghi. Localmente si può chiedere per qualche B&B.
Si mangia
Alcune buone trattorie con cucina locale (es. Il Contadino). Si ha una buona produzione vinicola. Molto pregiato l’olio d’oliva.

Minturno
Dalla cittadina situata a 150 m slm si gode una bella vista sul piano sottostante e sulla lunga spiaggia del suo litorale che continua davanti a Scauri e viene interrotta dalle propaggini rocciose del Monte d’Argento e del Monte d’Oro a picco sul mare. Sulla sinistra ci sono le rovine dell’antica Minturnae, i cui superstiti fondarono l’odierna città. Vi si trova un bel Teatro romano, i resti del Foro e di molti edifici antichi. Non lontano è il famoso ponte sul Garigliano dei Borboni (1828) con piloni e tiraggi a catene di ferro.
Nel centro della cittadina c’è il Quartiere medievale con molti notevoli edifici medievali, fra cui il Castello baronale del IX secolo, la Collegiata di S. Pietro (del XI sec.) con grandi valori artistico/storici come il Pergamo con bella decorazione musiva cosmatesca , il candelabro del cero pasquale del XIII secolo ed la barocca Cappella del Sacramento. Il campanile è a tre piani di bifore. Notevoli le chiese del XIV sec. dell’Annunziata e di S. Francesco.
A Scauri c’è un tratto di mura megalitiche dell’antica Pyrae ed i resti della villa romana di Emilio Scauro e sul litorale due torri di guardia del XVI secolo.
ParchiIl Monte di Scauri (123 m slm) fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse. Le sue rocce cadono sul mare . Vi si trovano resti archeologici romani e rarità floreali e faunistiche.Parco dei Monti Aurunci
E’ un parco importante con i suoi 19000 ettari ed il suo patrimonio d' eccezionale valore naturalistico ed ambientale floro-faunistico, che va dalla macchia mediterranea a bassa quota a zone di montagna fino ai 1500 m. Sono presenti anche numerose sorgenti termali. Territorio aspro e solitario, da molti punti la vista arriva al Circeo, alle Isole Pontine e ad Ischia oltre che ai monti dell’Abruzzo. Parte dell’itinerario di questa tappa scorre nel suo territorio.
Le vie antiche dei pellegrini
Nei primi secoli del Cristianesimo i viandanti seguivano la Via Appia che passa sulla foce del fiume Garigliano e attraversava la città di Minturnae.
Dal VII secolo si preferì un passaggio è più a monte per evitare le paludi formatesi alla foce del fiume e la pericolosità della zona, che per 2 secoli fu occupata dai saraceni.
Le vie attuali dei pellegrini
Attualmente si è ripreso l’uso del traghetto alla scafa di Suio, quindi dopo Suio si attraversa la cittadina di S. Cosma e Damiano e quindi si risale al villaggio di Tufo. Dopo Minturno si tocca (e visita) Minturnae e si procede lungo la costa
In un bellissimo percorso lungo la costa che passa sulla spiaggia di Scauri, poi su un sentiero che attraversa il promontorio di Monte d’Orocon resti di costruzioni romane ed infine si arriva ad un’ altra spiaggia che porta a Formia.
Luoghi di intensa spiritualità.
La Collegiata di S. Pietro e la chiesa di S. Francesco
Gli alloggi
Si trovano a Scauri, centro turistico estivo. Aperto tutto l’anno è l’hotel Villa Eleonora 0771-683243
Per informazioni
A P T 0773695404 info@aptlatinaturismo.it
Si mangia
Molte buone trattorie con cucina locale. Cori ha una eccellente produzione agricola. Molto pregiato l’olio d’oliva.
Dolci elaborati come la “pastiera” e dolcetti come i “piccelatielli”
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Eventi
Minturno: sagra delle “regne”, covoni di grano portati e “lavorati” in piazza (luglio).

Nemi
E’ il più piccolo dei Castelli Romani e certo quello che ha meglio mantenuto la sua natura di borgo antico. E’ contrassegnato dal suo affaccio sull’omonimo lago e per essere immersa in rigogliosi boschi di lecci e castagni. Con la sua altitudine di 521 metri ha un clima fresco che attira il turismo estivo e permette d’avere prodotti pregiati come fragole e funghi.
Importanti resti archeologici romani sono il Tempio di Diana Nemorense, l’Emissario, il Museo delle Navi romane, ma anche molti edifici sacri cristiani come la Chiesa di S. Giovanni Battista, il Santuario del Santissimo Crocifisso con l'annesso Convento dei Padri Mercedari, oltre al Castello
Ruspoli il cui nucleo originario risale al XIII secolo.
I personaggi
La bellezza dei luoghi, l’antichità delle memorie, l’attrazione del sacro hanno attirato moltissimi artisti in ogni epoca: citeremo alcuni come Goethe, Andersen, Byron, Keats, Cechov, D’Annunzio e Gounod.
Gli alloggi
Vi sono diversi alberghi. Per la scelta vedere su internet www.oltreroma.it o telefono APT Prov. Roma tel/fax 06 4213811 oppure sul sito web del Comune.
Si mangia
I ristoranti locali servono i piatti tipici dei Castelli con specialità di funghi e carni, pasta “fatta in casa” Una minestra locale è la “satorrea”. Naturalmente si gusteranno le fragole, prodotto locale in coppe condite in mille modi.
La Via dei pellegrini medievali
La via più frequentata dai pellegrini era ovviamente la Via Appia, che scorre non lontana da Nemi.
Tuttavia spesso i pellegrini prendevano strade alternative per i più vari motivi. L’attrazione di Nemi, dei suoi antichi luoghi sacri, dei suoi boschi fu tale che molti pellegrini la visitarono.
Frequenti sono nella zona le strade con pavimentazione romana a basoli. La Via Virbia, risalente all'epoca romana, congiungeva la Via Appia al lago.
La via dei pellegrini oggi.
E’ una tappa bellissima che scorre quasi sempre nei boschi, dapprima quello di Nemi arrivando da Velletri, poi dopo la cittadina in un altro bosco dove si trova la suggestiva Fontan Tempesta e poi su un sentiero che rivela i basoli romani per arrivare sulle sponde dell’altro lago: quello di Albano.
I luoghi di intensa spiritualità
Il Santuario del Santissimo Crocifisso, con la scultura di cui si narrano importanti leggende, e il Romitorio di S. Michele per la sua antichità.

Priverno
Le vie antiche dei pellegrini
Priverno, attraversata dalla Via Consolare, asse principale della città ed arteria importante del traffico medievale e del passaggio di pellegrini, è situata sulla Via Pedemontana, dov’è anche l’Abbazia di Fossanova, dedicata all’accoglienza dei viandanti e specialmente dei pellegrini.
Privernum, antica città volsca, dopo varie vicissitudini, fu abbandonata nel XII secolo. Gran parte della popolazione si trasferì sul Colle Rosso, meglio difendibile, adottando il nome di Piperno. La città fece grandi progressi, erigendo un bella cattedrale nel 1243, un Palazzo comunale, imponenti palazzi ancora ammirati e circondandosi di mura. Oggi la cittadina si è espansa oltre le mura e nel 1927 ha preso il nome di Priverno.
Trovandosi adiacente ad una via di gran traffico provvedeva all’ospitalità di viaggiatori e pellegrini.
Un esempio è l’edificio di un “ospitale” che fungeva anche da porta della cittadina. Sulla parete è scolpito il simbolo del Tau, usato dai Monaci-Cavalieri di Altopascio e dai Francescani dediti alla cura ed all’assistenza dei pellegrini.
Le vie dei pellegrini oggi
Oggi il pellegrino nel cammino verso Roma, giunge da Fossanova, avendo seguito l’argine del fiume Amaseno e passando per la Via Consolare prosegue nella vallata in direzione di Ceriara per lo più seguendo gli argini dei canali di bonifica. Su un sentiero poco praticato e talvolta ostacolato da cespugli ed erbe alte arriva ad una mulattiera sulla parte alta del Monte di Trevi. Questa porta al sobborgo Sedia del Papa di Sezze.
Luoghi di intensa spiritualità
Di grandissimo valore è l’abbazia cistercense di Fossanova (XII sec.), anche per il ricordo di S. Tommaso d’Aquino, Doctor Angelicus, che qui morì. L’aula ove spirò è uno dei luoghi di maggior commozione di tutto il pellegrinaggio. Di pertinenza dell’Abbazia è la chiesa di S. Benedetto in Priverno con interessanti affreschi.
Importante è la bella Cattedrale che ha fra le reliquie quella che si ritiene essere la testa di S. Tommaso. Molto suggestiva è anche la chiesa di S. Giovanni.
I personaggi
Celebri alcuni passaggi da Priverno, come quello dell’imperatore Carlo V il 1° marzo 1536. Esemplare per le grandi festività l’accoglienza del duca di Kleve del Sacro Romano Impero nel 1575. Questi viaggi testimoniano l’importanza della via su cui si trova Priverno.
Il cardinale Tolomeo Gallio si fece costruire il Castello di S. Martino nel 1580.
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Gli alloggi
Albergo “Antico Borgo” (3 stelle) a Fossanova 0773900268 e B&B bene attrezzati come “ Il Tacconibus” Via S. Giovanni 7 3404217399 e il Domus Victoria nel circondario 0773911245
Si mangia
Le numerose trattorie offrono cibi locali saporiti e genuini. Prodotti speciali locali sono le carni di bufalo, le mozzarelle, il pane locale nella versione “faglia” ed i carciofi. Eccellente la produzione di olio.

Sermoneta
Una bellissima e antica cittadina preservata intatta dal Medioevo.E’ dominata dal poderoso castello Caertani del XIII secolo che è uno dei più interessanti edifici dell’intera regione. E’ ricchissima di memorie storiche, chiese, palazzi, in sinagoga e la Loggia dei Mercanti e le Porte sulle Mura fortificate.
Il suo territorio è cosparso di costruzioni attinenti alla via sottostante, non solo le città di Ninfa e Norma ma anche luoghi di culto con vocazione di ospitalità come il diruto monastero di Sant’ Angelo al Mirteto sopra Ninfa, l’abbazia di Valvisciolo, e il monastero di S. Francesco fuori Sermoneta. In quest’ ultimi due si ritiene probabile la presenza per qualche tempo di Templari, un Ordine Cavalleresco dedito alla protezione di pellegrini. La Torre d’Acquapuzza testimonia l’importanza del traffico. Lì era collocata la cosiddetta “catena”, cioè lo sbarramento della strada per l’esazione del pedaggio.
La Via Pedemontana aveva un ruolo anche nel Cammino Micaelico che iniziava a Monte S. Angelo sul Gargano per svolgersi fino a Castel S. Angelo a Roma e finire a Mont Saint Michel in Francia. Lo dimostrano ad es. la chiesa di S. Michele Arcangelo nella cittadina di Sermoneta e il sopraccitato monastero di S. Angelo.
Personaggi e viaggiatori famosi
Le cronache riferiscono della folla di pellegrini che da ogni direzione convergevano verso Roma negli Anni Santi ma anche dei pellegrini in viaggio da e per la Terrasanta, accanto ai viaggiatori ordinari come mercanti, uomini d’arme, ambasciatori.
Si hanno molte testimonianze di viaggiatori illustri, ad es. imperatori come Federico II nel 1227, Carlo V nel 1536, numerosi papi ed anche artisti come Torquato Tasso, il Burcardo e J.W. Goethe.
A Sermoneta nacque il musicista Marco Fabrizio Caroso da Sermoneta (1554 – 1605) che meritò anche un sonetto di Torquato Tasso e il pittore Girolamo Siciolante (1521 – 1575).
Gli alloggi; l’albergo Principe di Serrone (3 stelle) 077330342, il B&B La Finestrella 0773319065 e l’Ostello di S. Nicola 3483209418
Si mangia: vari ristoranti. I pellegrini sono benvenuti nel ristorante Pomarancio nella piazza della cittadina. Gustosi sono i piatti tipici della cucina dei Monti Lepini. Una specialità di Sermoneta: i piatti a base di polenta e le minestre di verdure. Formaggi, ricotte, olio e tartufi sono i principali prodotti locali
Le vie antiche dei pellegrini.
Sermoneta, in posizione dominante sulla viabilità nord sud dell’asse Roma-Napoli tra i monti Lepini ed il mare, controllava sia la sottostante Via Pedemontana che la Via Appia poco discosta. Sul tracciato della prima si mosse già la popolazione preistorica dei Caracupa (insediata qui nell’età del ferro). La Pedemontana fu usata quando la pianura pontina non era accessibile a causa dell’impaludamento. Questo problema era risolto nel periodo romano e la Via Appia dal IV secolo a.C. fu una splendida strada, esempio per tutta la viabilità dell’impero, giustamente detta “Regina Viarum”. I pellegrini ovviamente usarono le stra de accessibili ed i sentieri adiacenti.
Le vie dei pellegrini oggi.
Si arriva tramite una strada secondaria proveniente da Bassiano oppure un sentiero dalla Piana dell’Antiniana. Si esce dalla cittadina scendendo su un sentiero piuttosto sconnesso che parte dalle vicinanze della chiesa di S. Nicola, incorporata nell’omonimo ostello, per arrivare prima all’Abbazia di Valvisciolo, poi al Giardino dell’Oasi di Ninfa ed infine a Cori.
Luoghi di intensa spiritualità: La cattedrale di S. Maria, l’ Abbazia di Valvisciolo e la chiesetta di Sant’Angelo tutte risalenti al XII secolo.

Sezze
L’antica via dei pellegrini
La Via Appia e la Via Pedemontana che passano nel territorio di Sezze, erano le strade usate dai pellegrini medievali. Sezze è situata in posizione dominante per il loro controllo. Nella storia si riportano frequenti transiti di viaggiatori illustri. Un esempio nelle Sacre Scritture è la sosta nella Stazione di posta sulla Via Appia “Forum Appii” dell’Apostolo Paolo nel suo viaggio a Roma. La cittadina, situata sul monte sovrastante, accoglieva i viaggiatori per rifugio e per assistenza.
Sezze
Colonia romana fondata nel 382 a.C., libero Comune nel Medioevo, fu poi inserita nello Stato della Chiesa. Ha resti di mura poligonali, di templi e di un anfiteatro. Mantiene lo schema urbano medievale, raggruppata attorno all’antica arce latina. Ha numerose chiese storiche e antichi palazzi. (Vedere il sito web del Comune)
Le vie attuali dei pellegrini
Oggi i pellegrini per entrare in Sezze partendo da Fossanova usano un sentiero attorno il Monte Trevi che porta in località Sedia di Papa. Da qui al centro cittadino. Si esce da Sezze partendo da Contrada Crocevecchia e risalendo Via Casali fino ad entrare nella vallata dell’Antiniana.
Luoghi di intensa spiritualità
La Cattedrale di S. Maria del XIII secolo, romanica poi ristrutturata in stile gotico-cistercense, la chiesa di S. Pietro e quella di S. Parasceve, edificata verso l’anno mille da monaci bizantini su indicazione di S. Nilo. La casa natale di S. Carlo da Sezze.
Molto commovente è la Processione del Venerdì Santo, che fa rivivere la Passione di Cristo.
Dalla piazza davanti alla Cattedrale, con uno splendido affaccio sulla pianura pontina e sul mare, i pellegrini secondo una tradizione recitano il “Cantico delle Creature” di S. Francesco.
I personaggi di Sezze
Illustri viaggiatori passarono per Sezze. Molti citano S. Francesco d’Assisi. Altro esempio è il poeta tedesco Giorgio Fabricio nel 1543, mentre J.W. Goethe descrisse la campagna sottostante nel 1787.
A Sezze nacque il poeta latino Caio Valerio Flacco, S. Carlo da Sezze (1613–1670) e lo scultore
Paolo Taccone detto Romano ( XV sec.)
Gli alloggi
Due alberghi (due stelle) nel circondario “Da Barbitto” 0773 804565 e “Da Santuccio”
0773 888573. Diversi B&B: Citeremo Casa Salvi, Via Sedia del Papa 43 0773 888488
Si mangia
Numerosi ristoranti offrono piatti tradizionali locali. Ottime zuppe spesso a base di fagioli ed altri legumi, la “pasta tirata a mano”, ecc. Famoso prodotto locale sono i carciofi. Ma rinomati sono anche i formaggi, le ricotte, e le salsicce. Molto apprezzato il pane locale ed i dolci.

Terracina
La posizione strategica di Terracina, terra di frontiera tra Latium Adiectum e Campania Felix, tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, le guadagnò presso storici tedeschi l'appellativo di “Termopili del Lazio”. Le vicende storiche condizionarono nei secoli anche gli itinerari dei pellegrini che furono in sostanza cinque: il porto, la Via Appia di Claudio (dal 312 a.C.), l'Appia di Traiano (dal 112 d.C.), il percorso montano (nei periodi più bui) e di nuovo l'Appia restaurata da Pio VI (dopo il 1784).
Terracina
Taracina – Anxur – Terracina, già nel succedersi dei nomi rivela le influenze etrusche, volsche e romane. La cinta muraria, in gran parte intera, consente di leggere il passaggio della storia fin quasi l'inizio del 1800. Notevoli sono le tracce romane: dall'imponente taglio della rupe di Pisco Montano, voluto da Traiano per consentire un più agevole passaggio dell'Appia, al foro Emiliano, dal Capitolium al Teatro romano e al Tempio di Giove Anxur.
Il Medioevo ha lasciato nel centro storico alte case-torri e case gotiche, i conventi di San Francesco, San Domenico e la Cattedrale, che dal 1074 prese il posto del tempio romano dedicato a Roma ed Augusto. Il centro storico basso, malgrado le ingiurie dell'ultima guerra, mostra ancora la trama dell'impianto neoclassico voluto da Pio VI e dal suo architetto Valadier alla fine del '700.
Le vie attuali
Verso Fondi. Si parte dal centro storico alto verso il convento di S. Francesco, in località “La Fossata”. Con un sentiero si raggiunge il Tempio di Giove, si ridiscende a Piazza Palatina e si segue l' Appia Antica, poi con un sentiero si arriva all'Epitaffio, antico confine dello Stato Pontificio.
Verso Fossanova. Si parte dal centro storico alto, si va verso S. Domenico, uscendo da Porta Nova. Si scende al Santuario della Delibera e si imbocca “La Valle”, passando per il Monticchio. Ci si dirige verso il Monumento Naturale di Campo Soriano, da dove si discende a Fossanova.
Luoghi di spiritualità intensa
Chiesa Cattedrale (restaurata di recente) dedicata a S. Cesareo, patrono della città. In fondo alla “valle” di Terracina, Santuario di S. Silviano, protettore dei vigneti e Santuario della Madonna della Delibera. Chiesa neoclassica del S. Salvatore, sede del culto di S. Rocco e della Madonna del Carmine, protettrice dei pescatori.
Alloggi
La città balneare offre ampia scelta di alberghi, ma anche possibilità di accomodamento in tenda o bungalow presso campeggi o in strutture gestite da religiosi, come l'Istituto “Don Orione”.
Si mangia
La cucina terracinese offre una vasta scelta tra quella a base di pesce e quella che valorizza i prodotti agricoli. Rinomate le zuppe ed ottimi i vini come il famoso moscato eredi dei vini già famosi all’epoca romana come il bianco Falernum ed il rosso Cecubo da gusto forte.

VELLETRI
Velletri, la più grande cittadina dei Castelli Romani, già esaltata da J.W.Goethe nel suo libro “Viaggio in Italia” del 1787, ha una posizione geografica ideale. E’ situata alle falde del Monte Artemisio, classificato “Parco regionale” per le sue bellezze naturali ed è al centro d’una zona rinomata per la produzione vinicola. Avendo un clima ideale, è meta di visitatori in ogni stagione, specialmente d’estate.
La sua felice posizione spiega anche la sua storia antichissima (qui visse gli anni dell’ adolescenza l’imperatore Cesare Augusto Ottaviano). Con la sua continua prosperità fu dotata di edifici famosi come la Chiesa di S. Maria del Trivio, la Torre del Trivio del XIII sec., la cattedrale di S. Clemente (IV secolo) costruita sui resti di un tempio pagano e l’imponente Palazzo Comunale della fine del ‘500. Possiede tesori d’arte nel Museo Comunale (es. il sarcofago in marmo pario di scultori greco-asiatici e romani del II secolo d.C.) e nel Museo diocesano dove è d'obbligo una visita alla Croce veliterna, prezioso reliquario in oro e smalto dell’ XI e XII secolo con un frammento della “Vera Croce”.
Per il turista
Alberghi a 3 stelle si trovano nei dintorni della città: “Benito al Bosco” 06 9641414,
Park Hotel Monte Artemisio 06 9634207, Hotel Hilary 06 9631321. Molto numerosi i B&B in città e gli agriturismo. Per la scelta vedere su www.oltreroma.it oppure telefonare a APT Prov. Roma tel/fax 06 4213811 o a Proloco Via Mazzini tel.06 9638700
La gastronomia è molto apprezzata. Numerosi i locali tipici dove si gustano piatti della cucina locale, ricordando che Velletri è un centro di produzione agricola con ottimi vini ed eccellenti oli d’oliva.

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