ANNO 2012

Il cammino per Roma 2012

Il pellegrinaggio del GRUPPO dei DODICI del 2012

sulla Via Francigena nel sud del Lazio (lato Appia)
The pilgrimage of the Association GRUPPO dei DODICI in the year 2012
on theVia Francigena in the South of Latium (Via Appia side)

Partecipanti: 29 pellegrini (11 italiani, 2 inglesi, 6 norvegesi, 3 tedeschi, 2 australiani, 3 americani, 2 danesi, tra cui un pastore protestante che ha dato un forte contributo alla spiritualità del pellegrinaggio).

Sommario

Dal 17 Aprile al 1 Maggio 2012.
18 pellegrini stranieri e 11 italiani guidati dall’Associazione GRUPPO dei DODICI fecero un pellegrinaggio camminando per 200 km da Teano a Roma.
Il territorio è molto bello e vario: dalle spiagge sul mare, ai monti, ai boschi, sulle sponde di 4 laghi. Visitarono chiese antiche, basiliche cistercensi, eremi secolari, cittadine di struttura medievale con monumenti dell’epoca, strade romane e resti architettonici della stessa epoca.. Incontrarono una popolazione ospitale, che li accolse portandoli in barca sul fiume Garigliano e in mare, con spettacoli e cene comunitarie e mostrando i loro costumi e i principali prodotti della loro terra: olive, formaggi, vini, pane di diversa composizione e cucinando assieme a loro piatti tipici. I pellegrini poterono conoscere la cultura locale e i grandi personaggi che passarono in questi luoghi come S. Tommaso d’Aquino, J.W. Goethe, H.C. Andersen, Torquato Tasso e Orazio e Virgilio oltre a musicisti e pittori. Il territorio offrì occasione di intense esperienze spirituali nei luoghi sacri e nelle tradizioni e prassi di pellegrinaggio, dando modo ai pellegrini di presentare le loro esperienze e mostrando un esempio di amicizia fra popoli diversi. L’Udienza del Papa e del Comune dei Roma culminò il pellegrinaggio.

Una breve descrizione

Partenza da Teano 17 aprile-arrivo a Roma 1 maggio. Alla partenza un piccola cerimonia di saluto da parte di autorità locali sindaci e 4 assessori e un membro del Parlamento europeo l’on. Silvia Costa nella antichissima città romana di Minturnae, di cui rimangono importanti resti.
Teano è una città storica, ha un bel museo e resti romani (teatro e anfiteatro) e ha avuto un ruolo nel Risorgimento italiano. Una bella e facile passeggiata, toccando il Parco di Roccamonfina, porta alla cittadina di Sessa Aurunca. Qui una bella sorpresa: l’accoglienza dalla locale associazione mozartiana che ci fece sentire musiche del compositore austriaco proprio nell’istituto ove egli soggiornò e compose il I tempo della Sinfonia N°14. Fu ammirata la bella e antica cattedrale ove ricevemmo le credenziali e potemmo fare una meditazione. Il giorno dopo, mercoledì, discesa verso il Lazio attraverso una campagna dolce che mostra tutto il fascino delle terre del Meridione ed una vita tranquilla immutata da secoli. Si arrivò al fiume Garigliano. Una barca era pronta sul fiume agganciata ad una corda da una riva all’altra, su cui scorreva. I pellegrini, 4 alla volta, furono traghettati sulla sponda laziale, dove alcuni abitanti del luogo diedero loro il benvenuto. Una preghiera di ringraziament6o per il felice traghetto e poi tutti in processione salirono sull’erto colle di Su io, un villaggio fortificato antico che era a guardia della sicurezza del traghetto. Entrammo nella chiesa locale di S. Michele, cantando un inno in onore del santo Arcangelo e i fedeli locali risposero con un loro inno. Una cerimonia religiosa vide vicini sull’altare il parroco e il pastore protestante dando un esempio di unione cristiana. Seguì un ricevimento per noi da parte di tutti gli abitanti del paese, con musica e balli e una ricca cena. Il giovedì partenza dall’antichissima chiesa (su resti romani e con segni di cavalieri templari) di S. Maria in Pensulis, dove facemmo la preghiera del mattino. Attraverso aranceti e uliveti si arrivò al paese di Santi Cosma e Damiano. Eravamo attesi da almeno 300 studenti, cui dovemmo illustrare il nostro cammino. Poi si proseguì per Tufo attraverso uno stradello nei campi per arrivare infine a Minturno.
Entrammo nell’antichissima cattedrale cantando l’inno medievale “O Roma Nobilis” fra l’ammirazione dei presenti. Il giorno dopo, venerdì, una lunga camminata sulla spiaggia del mare che scorre parallela all’antica Via Appia, oggi una strada nazionale di grande traffico. La spiaggia porta a un promontorio roccioso di grande bellezza, detto il Monte d’Oro,.ricoperto dalla flora spontanea mediterranea. Camminammo su un sentiero che corre anche a picco sul mare su rocce frastagliate e insenature. Si incontrano resti di un porto/piscina romana, di una villa romana, di un tempio e di una cisterna. Si prosegue sulla spiaggia fino ad arrivare a Formia. Qui ci aspettavano le autorità per mostrarci l’antica chiesa di s. Erasmo, una torre fortificata medievale (il Castellone), una enorme cisterna romana sotterranea di grande impressione sostenuta da almeno 20 pilastri e simile a quelli di Istanbul. Poi nella torre/ fortificazione del porto di Mola una cerimonia di benvenuto e una cena. Il sabato 3 barche a vela ci aspettavano nel porto per portarci a Gaeta, antica città portuale usata dai pellegrini medievali per i loro viaggi per mare. Poi una visita al Monte Orlando e le sue meraviglie naturali, il famoso Castello/Fortezza Angioino e Aragonese, alla chiesa dell’Annunziata per la messa e un concerto corale di benvenuto per noi. Seguirono la visita alla famosa “Cappella d’Oro” e all’antica cripta con il campanile vanto della città. Il giorno dopo, domenica, un cammino fino ad un ponte grandioso detto “25 Ponti” dal numero delle sue arcate e poi nella campagna in collina fino ad Itri, cittadina famosa per il suo Castello che chiudeva ai nemici la via per Napoli (ma Itri era conosciuta anche come patria di briganti). Fummo accolti nel Castello e ci fu fatta una illustrazione delle tecniche di produzione dell’olio d’oliva. Itri è il centro di una zona di coltivazione di ulivi di alta qualità, le famose olive “Itrane”. Si proseguì sulla via Appia nazionale, , entrando poi in una pittoresca mulattiera che conduce ad un tratto di strada romana con pavimentazione antica e molte strutture dell’epoca. Tutti erano ammirati.
Proseguimmo purtroppo su strade odierne con traffico fino a Fondi. Qui fummo ricevuti nel Palazzo del Principe da autorità e da varie comunità locali. Da parte nostra cantammo la triste storia della contessa Giulia Gonzaga, che è un personaggio famoso a Fondi. Poi recitammo pezzi del libro “Viaggio in Italia” di J. W. Goethe e nel chiostro di S. Domenico leggemmo scritti dalle opere di S. Tommaso d’Aquino, avendo ambedue soggiornato a Fondi. Il lunedì; visita all’antichissima Abbazia di S. Magno e al suo mulino medievale azionato dall’acqua che sgorga proprio sotto la chiesa dell’Abbazia. Una lunga camminata passando per la Torre della Portella , antico confine del Regno Borbonico fino alla Torre dell’ Epitaffio. Qui una splendida accoglienza del generoso popolo dell’adiacente paese di Vallemarina. Un coro locale e la musica di pastori con gli strumenti paesani, una zampogna e una ciaramella, ci accolsero e ci accompagnarono ai tavoli con specialità di cibi locali. In un clima di calda amicizia affrontammo insieme il monte retrostante per raggiungere un altro tratto di strada romana che porta all’antichissimo tempio di Giove Anxur sovrastante Terracina. A Terracina ci aspettavano gli amici con una gran festa. Una signora danese raccontò una favola di H. C. Andersen ai bambini presenti, che sapevano che lo scrittore danese era a lungo vissuto nella loro città.. Il cammino proseguì il giorno dopo per salire sul monte dov’è il Parco Naturale di Campo Soriano. I guardia-parco ci accolsero offrendoci specialità locali e creando una clima di amicizia.
Si scese poi verso la valle del fiume Amaseno. Nella vallata dormimmo in antiche case di contadini restaurate e molto pittoresche. Un gruppo di giovani locali ci vennero a trovare e la serata passò con balli e canti tradizionali contadini del luogo. Il mercoledì nella Basilica cistercense di Fossanova fummo accolti dalla gente del borgo di Fossanova nel modo tradizionale dei pellegrini con l’offerta di acqua per la purificazione e di pane per il ristoro. Potemmo poi entrare nella Chiesa, cantando l’inno “O Roma Nobilis”. Ci raggiunse un folto gruppo di 50 persone del CAI di Aprilia, che camminò con noi il resto della giornata. Visitammo poi in perfetto silenzio la stanza del convento dove morì S. Tommaso. Una singola voce intonò un inno da lui composto, il “Pange lingua”. Bellissima poi la camminata lungo l’argine del fiume Amaseno, con una vegetazione lussureggiante e una fauna tipica dell’ambiente acquatico. Arrivammo a Priverno e alla visita della medievale chiesa di S. Benedetto, accolti poi dal parroco della chiesa matrice con una benedizione. Si riprese il cammino passando nella pianura per lo più lungo canali, attraversando Ceriara, salendo su un sentiero che gira attorno al monte Trevi.. Si arrivò così a Sezze, nel sobborgo Sedia di Papa, dov’era il nostro Bed&Breakfast “Casa Salvi”. Il giovedì partimmo dal piazzale davanti al Duomo di Sezze, dopo la recita in due lingue della poesia/preghiera di S. Francesco “Cantico delle Creature”. Presto eravamo nella bellissima vallata-altipiano dell’Antiniana. Poi, superando una sella eravamo nell’altra vallata dov’è Bassiano e la sua splendida cerchia di mura medievali, accolti dal suono delle campane.. Alcune donne invitarono le pellegrine nella loro cucina e insegnarono loro le ricette locali di una buona cena, con entusiasmo da parte di tutti. Dopo cena fu recitato un antico esorcismo galiziano contro gli spiriti maligni nemici dei pellegrini. Il venerdì prima dell’alba, ancora a notte si camminò fino all’Eremo del Crocifisso dove isolati nel bosco alcuni eremiti vissero per 3 secoli. E’ il luogo di maggiore spiritualità del territorio. Una caverna con dipinti religiosi di centinaia di anni fa. S’era fatto giorno e attraverso un bosco e una bella discesa si giunse a Sermoneta, un borgo intatto dal Medioevo con un magnifico castello completato nel ‘500 dalla famiglia Caetani. Nel castello eseguimmo musiche rinascimentali di Fabrizio Caroso da Sermoneta Fummo poi accolti dal sindaco e da un concerto in nostro onore del coro dei carabinieri. Ripartiti il sabato visitammo la bella abbazia cistercense di Valvisciolo, costruita nel 1200 e poi le rovine della città di Ninfa, florida del VI secolo fino al 1300 e poi abbandonata. Oggi è forse il più bel giardino in Europa..Da lì per una stradella di campagna, fu l’antica Via Appia Pedemontana, si arrivò a Cori e ai suoi due bei templi romani e chiese che sono monumenti della pittura italiana. Ci attendevano esperti enologi che ci illustrarono i tipici vigneti del territorio e la lavorazione dei vini. La domenica si partì per il bel borgo di Giulianello, dove fummo ben accolti da un ottimo coro di donne con canti contadini del passato. Poi si passò per il suo romantico lago e si arrivò a Velletri, dove il sindaco ci invitò alla Festa del Carciofo (di ottima qualità).Ripartendo il lunedì si camminò nel magnifico bosco del Parco dei Castelli Romani. Si attraversò la bella cittadina di Nemi affacciata sul suo lago. La bellezza del luogo ispirò C. Gounod a comporre qui la sua celebre “Ave Maria”. Il bellissimo bosco continua fino ad arrivare al lago Albano. Camminando su un sentiero, che sta in alto sul cratere che formò il lago, si fa una delle più belle passeggiate d’Italia. Ha una vegetazione lussureggiante, mentre un’antica condotta d’acqua d’ epoca romana scorre sul bordo e in lontananza appare la cupola dell’osservatorio astronomico del Palazzo Papale. Il lunedì si scese da Castelgandolfo su stradine fiancheggiate da villette e si arrivò a Frattocchie, da cui ha inizio uno dei tratti stradali più belli del mondo: la Via Appia Antica. All’ingresso è una prassi fare un’abluzione di purificazione con l’acqua che nella zona è detta venire dalle “Fonti di S. Pietro”.
Poi iniziano i 18 km di strada antica costeggiata da pini secolari e da monumenti dell’epoca romana decantati da poeti e scrittori di ogni paese e di ogni tempo, fra essi: la Villa dei Quintili, il Mausoleo di Cecilia Metella, le catacombe di S. Sebastiano e quelle di S. Callisto. Si arrivò alla chiesetta del Quo Vadis? dove sostammo in omaggio all’apparizione di Ns. Signore. Vicina è la Porta di S. Sebastiano. Ormai eravamo a Roma e la nostra meta era raggiunta. L’Udienza del Papa e l’accoglienza in Campidoglio dal Comune di Roma. segnarono la conclusione del pellegrinaggio e l’inizio di una maggiore maturità nella vita dei pellegrini.